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Curiosità e leggende sull’Etna PDF Stampa E-mail

 

 

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La leggenda del Castagno dei 100 cavalli
Il cavallo del vescovo di Catania
L’elefante
Il terremoto del 1693

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Etna era conosciuto nell'età greco-romana come Aetna, nome che venne attribuito anche alla città di Catania, derivante forse dalla parola greca aitho (bruciare). Gli Arabi chiamavano la montagna Jabal al-burkān o Jabal Ama iqilliyya (vulcano o montagna somma della Sicilia); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel per indicare la montagna Gibel, e, successivamente, nel Medioevo, in Mongibello. Le popolazioni etnee sono solite chiamare l'Etna semplicemente a muntagna. Oggi il nome Mongibello indica la parte sommitale dell'Etna: l'area dei due crateri centrali, i crateri sud-est e nord-est.

Le eruzioni regolari e spettacolari del magnificente vulcano, spesso drammatiche, l'hanno resa argomento di grande interesse per la mitologia classica e le credenze popolari; si è cercato di spiegare il comportamento del vulcano impersonandolo con dei e giganti della leggenda romana e greca.

A proposito del dio Eolo, il re dei venti, si diceva che avesse imprigionato i venti sotto le caverne dell'Etna. Secondo il poeta Eschilo, il gigante Tifone fu confinato nell'Etna e fu motivo di eruzioni. Un altro gigante, Encelado, si ribellò agli dei, venne ucciso e fu bruciato nell'Etna. Su Efesto o Vulcano, dio del fuoco e della metallurgia e fabbro degli dei, venne detto di aver tenuto la sua fucina sotto l'Etna e di aver domato il demone del fuoco Adranos, di averlo guidato fuori dalla montagna, mentre i Ciclopi vi tenevano un'officina di forgiatura nella quale producevano le saette usate come armi da Zeus. Si supponeva che il dio greco dei morti, Tartaro, fosse situato sotto l'Etna.

Di Empedocle, un importante filosofo presocratico e uomo politico greco del V secolo a.C., sappiamo che si buttò nel cratere del vulcano, anche se in realtà sembra che sia morto in Grecia. Si dice che quando l'Etna eruttò nel 252, un anno dopo il martirio di Sant'Agata, il popolo di Catania prese il velo rosso della Santa, rimasto intatto dalle fiamme del suo martirio, e ne invocò il nome. A seguito di ciò l'eruzione finì!

Ma le leggende arrivano anche dal mondo anglosassone: secondo una di queste l'anima della regina Elisabetta I d'Inghilterra risiede oggi nelle viscere del vulcano Etna, a causa di un patto che lei fece col diavolo in cambio del suo aiuto durante il suo regno.

 
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