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Andare sul Monte Etna, la nostra Montagna

Tanti sentieri da scoprire sull’Etna

Andare in Montagna (Monte Etna è “la Montagna” per noi siciliani e soprattutto per noi catanesi) è sempre elettrizzante ed emozionante: la mente ed il corpo ne sono sempre grati. Sull’Etna le sfide e le scoperte non finiscono mai, anno dopo anno ci sono sempre nuove mete, nuovi “puttusi” da esplorare. Le guide di Etna Experience amano l’Etna ed i suoi dintorni e nel loro tempo libero sono soliti incontrarsi per percorrere ed esplorare nuovi itinerari.

Etna
paesaggio

I Frati Pii

Stavolta è toccato ai Frati Pii o “Due Pizzi” nel settore nord. Si tratta di un luogo particolarmente suggestivo dove si incontrano e si scontrano le due anime del vulcano: quella antica (Sciara del Follone) e quella recente (eruzione 2002, eruzione 1947, ecc) in una contrapposizione di colori e forme che non annoiano mai: le colate nerissime e lucenti e “sciarose” ruvide grezze da una parte e le forme sinuose arrotondate, aggraziate delle lave e i tumuli rosati ( a corda) dall’altra. Il tutto in un aprile innevato e sotto la guardia vigile e permanente del Cratere di Nord-Est . In questo insieme di elementi così diversi ad un occhio attento si stagliano i Frati Pii o Due Pizzi: gli hornitos più grandi dell’Etna (sono alti più di 30 m) formatosi durante l’eruzione del 1614-1624, una delle eruzioni laterali più longeve e dedicati alla leggenda dei fratelli Anfinomo e Anapia. Il mito descritto nel “De Aetna“, uno dei carmi dell’ Appendix Vergiliana, racconta la storia di due fratelli che sfidando la lava del vulcano, riescono a mettere in salvo i genitori anziani. Nel poemetto viene messa in contrapposizione la avara manus degli uomini comuni che, di fronte alla violenza e alla tragedia dell’eruzione, pensano solo a salvare i beni materiali e la pietas dei due fratelli virtuosi che affrontano il pericolo pur di salvare la vita ai propri genitori. Così facendo vengono graziati e le flammae della colata lavica diventano “oblique” e risparmiano i due protagonisti: “fratelli salvi (incolumes) perché pii”.

Concetto di pietas e di devozione rispetto verso gli dei ma anche verso la patria e i genitori che è presente anche nell’Eneide con il pius Enea che viene risparmiato dalle fiamme e dai colpi dei nemici mentre fugge da Troia con il padre Anchise sulle spalle. Due sono le morali che emergono nel poemetto pseudo virgiliano: le bones artes che per gli uomini devono rappresentare la vera ricchezza e cioè l’osservazione e l’indagine dei fenomeni naturali che servono a superare ogni timore e superstizione, e la virtù d’animo che da senso alla stessa indagine scientifica. I Due Pizzi, come si diceva all’inizio, sono due hornitos cioè coni di scorie saldate (spatter cones) che generalmente si trovano nelle parti basse delle fratture eruttive e sono alimentati da un flusso lavico sottostante. Nel caso specifico probabilmente i centri di emissione che li alimentavano si trovavano topograficamente più in alto e ad oggi non più visibili poiché coperti dalle vulcaniti recenti oppure più presumibilmente erano essi stessi centri di emissione di magma. I coni fanno parte della più lunga eruzione laterale dell’Etna ben riconoscibile nei paesaggi della suggestiva Sciara del Follone. Qui affiorano le lave “pahoehoe”, lave basaltiche più fluide e meno cristalline delle più comuni lave “aa” all’Etna. L’esistenza delle due diverse morfologie laviche dipende da diversi fattori quali la viscosità, la pendenza del terreno, il tasso di emissione e il tasso di deformazione della colata lavica; infine quantità e forma dei cristalli all’interno. In particolare sull’Etna gioca un ruolo ancora più centrale il grado di raffreddamento imposto dal tasso di essoluzione dei volatili nella porzione finale del plumbing system del vulcano. Un lento tasso di risalita del magma promuove degassamento e nucleazione, la viscosità aumenta e ne risulta una morfologia AA, al contrario le lave pahoehoe sono associate ad una rapida risalita in superficie di un magma poco degassato e sottoraffreddato. Nel caso della sciara del Follone sono presenti entrambe le morfologie e molto di più: tumuli, mega-tumuli, terrazzi, flussi lavici, ingrottamenti e bocche effimere in un insieme ormai parzialmente coperto da colate più recenti che sarebbe interessante scoprire e catalogare in dettaglio.

Ringraziamo Silvia per aver condiviso con noi questa esperienza!