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L’Etna e le sue grotte da scoprire

I tesori nascosti del Vulcano

L’Etna è ricca di bellezze naturali e tra le tante che lo contraddistinguono sicuramente risultano spettacolari e degne di attenzione le grotte di scorrimento lavico. Sull’Etna se ne trovano oltre duecento ed alcune è possibile visitarle accompagnati da personale esperto e qualificato.

Serracozzo, una delle grotte dell'Etna vista dall'interno
Grotta di Serracozzo

La formazione delle grotte

Le grotte si originano nel corso delle colate laviche. Si formano infatti mediante il fenomeno di “ingrottamento” della lava: durante la colata la parte esterna a contatto con l’atmosfera si raffredda e solidifica, mentre il flusso più interno mantiene il proprio calore e continua a scorrere. Una volta che la colata comincia ad estinguersi la condotta inizia a svuotarsi, lasciando il posto ad una grotta di scorrimento lavico. Ogni grotta ha un tetto (o volta) ed un pavimento (o letto). Dalla volta possono spesso pendere delle stalattiti che prendono il nome di “denti di cane” per la loro forma aguzza.
Alcune grotte sono lunghe solo alcune decine di metri, altre invece si caratterizzano per la loro ampiezza molto superiore ed in antichità venivano usate per gli scopi più diversi: come luogo di sepoltura, luogo di culto o ancora luogo in cui conservare la neve caduta nei mesi più freddi per poterla poi usare nei mesi estivi.

Quali sono le grotte più famose sull’Etna?

Tra le grotte più importanti e conosciute ricordiamo:
Grotta dei Lamponi. E’ una delle gallerie più lunghe tra quelle conosciute, infatti la sua lunghezza supera i 700 metri. L’apertura della grotta è stata creata dal crollo del tetto che si apre lungo un ripido pendio che divide la grotta in due parti: il tratto a valle e quello a monte.
Grotta del gelo. E’ sicuramente la più conosciuta. Situata a quota 2040 metri sul versante nord in territorio di Randazzo, con il suo ghiacciaio perenne è considerato il ghiacciaio più a sud d’Europa.
Grotta dei tre livelli. Si trova a quota 1630 metri in località Casa del Vescovo in territorio di Zafferana. E’ la più lunga tra le grotte dell’Etna, anticamente utilizzata come “niviera”: al suo interno veniva raccolta e pressata la neve durante l’inverno in modo da conservarla e rivenderla durante l’estate.
Grotta di Serracozzo. Generatasi con l’eruzione del 1971 sul versante est dell’Etna.
Grotta Cassone. Sita in località Piano del Vescovo in territorio di Zafferana. Scoperta nel 1964 durante la costruzione della strada,la sua formazione risale all’eruzione del 1792.

Di seguito vi mostriamo alcune foto per le quali ringraziamo la nostra guida Iorga.

Alcune di queste grotte si possono visitare partecipando ad uno dei nostri tour, accompagnati sempre dalle nostre guide naturalistiche in condizioni di perfetta sicurezza, con l’attrezzatura necessaria: caschetti e torce. Raccomandiamo infatti di non avventurarsi alla scoperta di queste bellezze naturali tanto affascinanti quanto però pericolose.