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Tesoro dell’Etna

L’oro verde dell’Etna, una delle principali risorse economiche del territorio etneo. La Sicilia è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio e Bronte, con i suoi tre mila ettari, rappresenta l’area di coltivazione principale. Essenziali per questa produzione il clima temperato dell’isola, la terra e le sciare dell’Etna ed anche la tradizione tramandata da padre in figlio.

Pistacchi su un tavolo
pistacchi

Dal tipico colore verde smeraldo si caratterizza per qualità organolettiche che ne fanno un unicum in tutto il mondo con un gusto ed un aroma unici e particolari, dolci e delicati che i frutti prodotti altrove non possiedono.
Il pistacchio di Bronte viene apprezzato non solo in Italia ma anche nei mercati esteri, anche grazie alla sua adattabilità in cucina. Il suo utilizzo non ha confini: ideale in molte ricette dolci e salate, dai primi piatti alla carne. Molto utilizzato anche nell’industria dolciaria vi consigliamo di assaggiare il gelato al pistacchio: quello vero deve essere il meno verde possibile, verde chiaro preferibilmente, senza quei coloranti che gli conferiscono invece il colore “fluorescente”.

gelato al pistacchio di Bronte
Gelato al pistacchio di Bronte

Bronte: fulcro della produzione del pistacchio

E’ ormai risaputo: Bronte è la capitale del pistacchio. E proprio nel luogo di produzione viene valorizzato questo frutto dalle caratteristiche uniche. Infatti nell’ultimo week end di Settembre nel centro storico di Bronte viene allestita la Sagra del Pistacchio: oltre 100 mila visitatori vengono ogni anno richiamati nelle vie del centro storico per assaggiare tutti quei prodotti locali che vengono arricchiti dall’uso dell’oro verde. Si possono quindi assaggiare (ed acquistare) pesto di pistacchio, crema, torte o gelati, arancini ed anche il caffè al pistacchio. Insomma il pistacchio brontese in tutte le sue varianti!

Pistacchio di Bronte DOP

Il pistacchio di Bronte nel corso degli anni è stato minacciato da importazioni di qualità decisamente inferiore. Nel 2009, dopo la protezione nazionale transitoria del 2001 e la costituzione del consorzio di tutela del 2004, ha ottenuto il riconoscimento europeo di prodotto DOP. La Denominazione d’Origine Protetta riguarda una zona di produzione, compresa fra i 300 e i 900 metri s.l.m., che ricade nei territori di Bronte, Adrano e Biancavilla.
Il frutto si raccoglie nel mese di Settembre e viene commercializzato, tutto l’anno, sotto diverse forme: Tignosella (pistacchio secco non sgusciato, i brontesi lo chiamano “babbalucella”), pelato (sgusciato e privato del­l’endocarpo), granella, farina, bastoncini, affettato o pasta di pistacchio.

Presidio slow food del pistacchio di Bronte

I presidi slow food nascono per sostenere le piccole produzioni locali che rischiano di scomparire, per valorizzare territori e recuperare antichi mestieri e tecniche di lavorazione con il fine di salvare dall’estinzione varietà di ortaggi e frutta. Nel 2000 nasce il presidio slow food del pistacchio di Bronte.
Tale presidio prevede che il pistacchio venga prodotto sul terreno lavico ad un’altitudine compresa tra i 400 e i 900 metri, non va irrigato ne concimato; il frutto deve avere un colore violaceo all’esterno e verde smeraldo all’interno con una lunghezza media di 2 cm.